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Da radicate.eu a radicate.it
Radicate è un progetto a cui ho dato vita nel 2012 con il nome di Radicate.eu, testata online registrata presso il Tribunale di Savona con autorizzazione numero 1/2013 e di cui ero direttore responsabile. La piattaforma era pensata anche per affiancare e rendere pubbliche le attività di studio e ricerca di Radicate Associazione per la Ricerca sull’Arte e la Cultura Contemporanea.
Nel 2013 trasferii l’ufficio al Campus universitario di Savona dell’Università di Genova perché lo scopo di tutto il progetto era quello di coinvolgere nelle attività di Radicate gli studenti, in particolare quelli dei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione e in Ingegneria.
Nel corso del 2020, durante una vacanza, dimenticai di rinnovare l’abbonamento annuale al provider Aruba e così persi il dominio e tutto il materiale che avevo caricato nel corso di anni di lavoro. Il dominio venne acquisito da un’azienda europea che lo aveva agganciato a un sito di incontri erotici. Per riavere il dominio www.radicate.eu avrei dovuto negoziare con il nuovo proprietario una cifra per il riscatto, certamente molto più alta dell’abbonamento annuale al provider.
Decisi di non provare a riscattare il dominio perché mi pareva tutto piuttosto ridicolo, una sorta di folle performance rivelatrice di quanto tutto il materiale che produciamo, comprese le ore di lavoro che impieghiamo per realizzarlo e caricarlo su internet, sia effimero e soggetto a sparizione, magari anche a perdita. Su questi temi, e in particolare sull’illusione e sull’effimero di internet a cui stiamo affidando la custodia delle nostre vite, delle nostre esperienze e delle nostre culture, con tutto il loro portato emotivo e sentimentale, ho deciso di dedicare i prossimi progetti di Radicate.
Ho mantenuto invece il dominio www.radicate.it dove sto ricaricando tutto il materiale prodotto nel tempo. Nel frattempo il dominio www.radicate.eu è stato inizialmente acquisito da una compagnia che offriva servizi di vendita online, mentre attualmente rimanda a una pagina di Chirurgia plastica ambulatoriale a Berlino.
Perché il titolo Radicate
Quando nel 2012 decisi di iniziare questo esperimento, era ormai più di un decennio che il mondo dell’arte si definiva orgogliosamente globale, inebriato dalla possibilità di viaggiare per il mondo grazie a tariffe aeree sempre più convenienti. Eppure mi pareva che ciascuno di noi, di fatto, continuasse a mantenere un legame imprescindibile con la propria cultura di provenienza a cui restava profondamente radicato. Anni fa incontrai Wolf Vostell a Berlino che mi disse: per conoscere profondamente una città, devi viverci per almeno sette anni.
Intorno al 2012 stavamo iniziando a usare i social e le piattaforme di comunicazione e io, riflettendo su questi temi, pensai che uno strumento come Skype avrebbe potuto darci la possibilità di incontrare colleghi di tutto il mondo (esattamente come facevamo viaggiando fisicamente) pur rimanendo, appunto, radicati. E così iniziai il progetto di conversazioni via Skype che trovate raccolte su questo sito.
Oggi, e soprattutto a seguito della pandemia da Covid-19, le piattaforme di comunicazione globale si sono moltiplicate e sono diventate uno strumento di lavoro comunissimo. Ma allora, quando iniziai questo progetto, l’utilizzo di questo mezzo di comunicazione era ancora ai suoi esordi.
Ma Radicate cos’è
Inizialmente è nato come un contenitore in cui raccoglievo le conversazioni condotte via Skype con alcune figure chiave, attive nel campo dell’arte contemporanea, al fine di comprendere i cambiamenti globali in atto proprio attraverso il loro punto di vista. Durante le conversazioni emergevano domande sulle questioni globali che caratterizzano il nostro tempo. Le più urgenti (la sostenibilità, le migrazioni, i cambiamenti climatici, geopolitici ed economici, gli straordinari sviluppi in ambito scientifico e tecnologico) venivano anche affrontate nell’ambito di progetti transculturali e interdisciplinari che includono esperti di altri ambiti di studio come l’ingegneria e la scienza. Questi progetti si sono poi concretizzati sotto forma di eventi che si rivolgevano sia al territorio in cui venivano concepiti sia alle comunità di ricerca internazionali con cui gli stessi progetti venivano realizzati. Tra tutti cito le due edizioni del progetto Be Sm/ART di cui si possono trovano molte informazioni su questo sito.
Adesso che lo sto ricostruendo, immagino che Radicate resterà uno spazio in evoluzione in cui continuerò a raccogliere il lavoro che sto realizzando nell’ambito della ricerca artistica contemporanea e che spesso coinvolge colleghi con cui condivido idee e riflessioni.
Inserisco su questo link un’intervista che mi fecero sul progetto Radicate nel 2017 e che ritengo alquanto completa.
Ringraziamenti
Tra le tante persone che hanno collaborato con me a vario titolo nel corso di tutti questi anni, oltre a tutti i colleghi con cui ho realizzato conversazioni e progetti, desidero ringraziare per il loro incoraggiamento e prezioso supporto nello sviluppo di Radicate: Michela Alessandrini, Susanna Ciani Seren, Antonio Furfaro, Giulia Macchiarella, Annamaria Martena, Elham Puriya Mehr e Sarah Watson, i traduttori ed editor della lingua inglese Fulvio Giglio, Rosemary McKisack ed Emma Siemens-Adolphe.
Un ringraziamento anche a tutti gli studenti che, negli anni in cui l’ufficio di Radicate era al Campus universitario di Savona, hanno collaborato con Radicate, anche nell’ambito del loro tirocinio formativo, apportando il loro contributo alla crescita di questa piattaforma online: Daria Bruzzo, Garvin Cummings, Jessica Genova, Laura Mazza, Giacomo Nobili, Laura Occhipinti e Bianca Pellissone.
Come il vecchio sito, anche questo che stiamo ricostruendo, si avvale del prezioso supporto di Giulia Macchiarella (consulente per le strategie di comunicazione digitale e per la creazione e lo sviluppo di siti web).
Tiziana Casapietra Giugno 2022
A questo link è disponibile il mio CV
Potete scriverci alla mail radicate.eu@gmail.com (ho ritenuto di lasciare la vecchia mail, un segno di come il progetto è partito)
From radicate.eu to radicate.it
Radicate is a project I founded in 2012 under the name Radicate.eu, an online journal registered with the Court of Savona (authorization no. 1/2013), of which I was editor-in-chief. The platform was also conceived as a way to accompany and make public the study and research activities of Radicate – Non profit Organization for Research on Contemporary Art and Culture.
In 2013, I moved the office to the Savona Campus of the University of Genoa, since the purpose of the entire project was to involve students in Radicate’s activities, particularly those enrolled in Communication Sciences and Engineering.
In 2020, while on holiday, I forgot to renew the annual subscription with the provider Aruba and thus lost the domain along with all the material I had uploaded over years of work. The domain was acquired by a European company that linked it to an erotic dating site. To reclaim www.radicate.eu, I would have had to negotiate a ransom with the new owner—certainly far higher than the annual subscription fee.
I chose not to attempt to buy back the domain, as the situation seemed ridicolous to me—a kind of involuntary performance that revealed how all the material we produce, including the countless hours we devote to creating and uploading it online, is ephemeral, subject to disappearance, and perhaps even to loss. On these themes—particularly the illusion and transience of the internet, to which we entrust the custody of our lives, our experiences, and our cultures, with all their emotional and sentimental weight—I have decided to dedicate Radicate’s forthcoming projects.
I have instead retained the domain www.radicate.it, where I am re-uploading all the material produced over time. In the meantime, the domain www.radicate.eu was initially acquired by a company offering online sales services, while it now redirects to a page of a Plastic Surgery Ambulatory in Berlin..
Why the title Radicate
When I decided to begin this experiment in 2012, the art world had already been proudly defining itself as global for more than a decade, exhilarated by the possibility of traveling worldwide thanks to increasingly affordable airfares. Yet it seemed to me that each of us continued to maintain an indispensable bond with our culture of origin, to which we remained profoundly rooted. Many years ago, I met Wolf Vostell in Berlin, who told me: to truly know a city, you must live there for at least seven years.
Around 2012, we were beginning to use social media and communication platforms. Reflecting on these developments, I thought that a tool like Skype could allow us to meet colleagues from all over the world (just as we did by traveling physically), while remaining, precisely, rooted. Thus began the project of Skype conversations, which you will find collected on this site.
Today, especially in the aftermath of the Covid-19 pandemic, global communication platforms have multiplied and become commonplace tools of work. But back then, when I began this project, the use of such media was still in its infancy.
What is Radicate?
At first, it emerged as a container in which I gathered conversations conducted via Skype with key figures active in the field of contemporary art, in order to understand the global transformations underway through their perspectives. These conversations raised questions about the pressing global issues of our time. The most urgent—sustainability, migration, climate change, geopolitical and economic shifts, extraordinary developments in science and technology—were also addressed within transcultural and interdisciplinary projects that included experts from other fields such as engineering and science. These projects later took shape as events directed both toward the local territory in which they were conceived and toward the international research communities with which they were realized. Among them, I cite the two editions of the Be Sm/ART project, about which much information can be found on this site.
Now, as I reconstruct Radicate, I imagine it will remain an evolving space in which I continue to collect the work I am producing in the field of contemporary artistic research—work that often involves colleagues with whom I share ideas and reflections.
Here I include a link to an interview conducted with me in 2017 about the Radicate project, which I consider quite comprehensive.
Acknowledgments
Among the many people who have collaborated with me in various capacities over the years, in addition to all the colleagues with whom I have carried out conversations and projects, I wish to thank those who encouraged and supported me in the development of Radicate: Michela Alessandrini, Susanna Ciani Seren, Antonio Furfaro, Giulia Macchiarella, Annamaria Martena, Elham Puriya Mehr, Francesco Sansalone e Sarah Watson, English language translators and editors Fulvio Giglio, Rosemary McKisack and Emma Siemens-Adolphe.
I also extend my gratitude to all the students who, during the years when Radicate’s office was located at the Savona Campus, collaborated with Radicate—often as part of their training internships—contributing to the growth of this online platform: Daria Bruzzo, Garvin Cummings, Jessica Genova, Laura Mazza, Giacomo Nobili, Laura Occhipinti and Bianca Pellissone.
As with the former site, this one, which we are now reconstructing, benefits from the invaluable support of Giulia Macchiarella (consultant for digital communication strategies and for the creation and development of websites).
Tiziana Casapietra June 2022
At this link my CV is available
You may write to us at radicate.eu@gmail.com (I chose to keep the original email address, as a sign of how the project began).

