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Radicate è nato nel 2012, quando strumenti come Skype iniziavano appena a diffondersi.
Fin dall’inizio li abbiamo adottati per mettere in relazione persone e idee in modo diretto e immediato, creando un archivio in continua evoluzione.
Questo avveniva molto prima che piattaforme come Teams o Meet diventassero di uso quotidiano.
L’intenzione era di sfruttare questi strumenti di connessione per esplorare questioni urgenti come migrazioni, trasformazioni tecnologiche, climatiche e geopolitiche, attraverso conversazioni con artisti, curatori, scienziati e ricercatori di tutto il mondo.

Radicate è un progetto ideato da Tiziana Casapietra.

Radicate was founded in 2012, when tools like Skype were just beginning to spread.
From the outset, we adopted them to connect people and ideas directly and immediately, creating an ever-evolving archive.
This was happening well before platforms such as Teams or Meet became part of everyday life.
The aim was to use these connection tools to explore urgent issues such as migration, technological, climatic, and geopolitical transformations, through conversations with artists, curators, scientists, and researchers from all over the world.

Radicate is a project conceived by Tiziana Casapietra.

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Olu Oguibe, Artist and Scholar, at Documenta 14th, June 29th, 2017

Conversations
Versione in italiano in basso / Italian version below
Olu Oguibe talks with us about his work for Documenta 14, 2017, in Athens and Kassel.
I was a stranger and you took me in, Matthew 25,31-46.

d14, Olu Oguibe, Das Fremdlinge und Fluechtlinge Monument, Koenigsplatz. © Michael_Nast

Tiziana Casapietra: Thank you Olu for accepting my proposal of an on-going diary following your thoughts and intellectual process, reflections and observation while developing your work for Documenta. I would like to start with this first simple question: can you please introduce your work at Documenta?
Olu Oguibe: Sure. I’m almost at the very end of my Documenta journey, though. So, the only way to recover my process at this point is only by retracing it because it began quite a while back; more than a year ago, and Documenta has already long opened in both Athens and Kassel. In fact, in Athens, we’re already discussing the de-install in just over a fortnight from now. Almost everything is already coming to an end, do, there isn’t that much process remaining.
With that said, my last project for Documenta 14, one of three, is a small gathering of individuals currently living in different parts of the world who, however, were directly or indirectly affected as children by the Biafra War back in the late 1960s. This will take place in Athens, Greece this weekend; June 30 and July 1, 2017.
The event complements my other project for Documenta in Athens, which is an archival installation (“Biafra Time Capsule”, 2017) currently on exhibit in the Greek National Museum of Contemporary Art (EMST). The installation is comprised of my private collection of literature, photographs, vinyl records and other material centered on the defunct Independent Republic of Biafra (1967-1970) and the bitter war which took place between the young nation and Nigeria from 1967 to 1970. I was a child in Biafra, so, it is a critical formative part of my life and those of many other survivors, yet, growing up in the aftermath of the war we had scant access to more detailed  information about it beside our own often vague recollections. Our parents did not discuss it because it was a very traumatic experience for them. More than two million people died during the 30-month conflict, and those who survived, lost everything. So, over many years I collected whatever I could by way of related books, papers, bulletins, photographs and ephemera, from magazine articles and scholarly books to trashy action novels by Spanish novelists and memoirs by war generals. Because Documenta 14 coincided with the 50th anniversary of both the founding of Biafra and the beginning of the conflict, I decided to share that material with the public.

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© radicate

Olu Oguibe parla con noi del suo lavoro per Documenta 14, 2017, ad Atene e Kassel.

Ero straniero e mi avete accolto, Matteo 25,31–46.

Tiziana Casapietra: Grazie Olu per aver accettato la mia proposta di un diario in divenire che segua i tuoi pensieri e il tuo processo intellettuale, le riflessioni e le osservazioni durante lo sviluppo del tuo lavoro per Documenta. Vorrei iniziare con questa prima, semplice domanda: puoi presentarci il tuo lavoro per Documenta?

Olu Oguibe: Certo. Sono però quasi alla fine del mio percorso con Documenta. A questo punto, l’unico modo per ricostruire il mio processo è ripercorrerlo a ritroso, perché è iniziato parecchio tempo fa; più di un anno fa, e Documenta aveva già aperto da tempo sia ad Atene sia a Kassel. In effetti, ad Atene stiamo già discutendo di disinstallare l’opera tra poco più di una quindicina di giorni. Quasi tutto sta ormai per concludersi, quindi non resta molto del processo in corso.

Detto questo, il mio ultimo progetto per Documenta 14, uno dei tre, è un piccolo raduno di persone che attualmente vivono in diverse parti del mondo ma che sono state direttamente o indirettamente colpite dalla guerra del Biafra alla fine degli anni Sessanta, quando erano bambini. Si terrà ad Atene, in Grecia, questo fine settimana; il 30 giugno e il 1° luglio 2017.

L’evento completa l’altro mio progetto per Documenta ad Atene, un’installazione d’archivio (Biafra Time Capsule, 2017) attualmente in mostra al Museo Nazionale Greco d’Arte Contemporanea (EMST). L’installazione comprende la mia collezione privata di letteratura, fotografie, dischi in vinile e altri materiali incentrati sulla defunta Repubblica Indipendente del Biafra (1967–1970) e sulla terribile guerra che si combatté tra il giovane Stato e la Nigeria dal 1967 al 1970. A quel tempo io ero un bambino, vivevo in Biafra, quindi si tratta di una parte formativa cruciale della mia vita e di quella di molti altri sopravvissuti; tuttavia, una volta cresciuti., nel dopoguerra, avevamo scarso accesso a informazioni più dettagliate su quell’evento, al di là dei nostri ricordi spesso vaghi. I nostri genitori non ne parlavano, perché per loro era stata un’esperienza profondamente traumatica. Più di due milioni di persone morirono durante il conflitto durato trenta mesi e chi sopravvisse perse tutto. Così, nel corso di molti anni, ho raccolto tutto ciò che potevo: libri, documenti, bollettini, fotografie e oggetti di vario genere, articoli di riviste, volumi accademici, romanzi d’azione di scarsa qualità scritti da autori spagnoli e memorie di generali di guerra. Poiché Documenta 14 coincideva con il cinquantesimo anniversario sia della fondazione del Biafra sia dell’inizio del conflitto, ho deciso di condividere questo materiale con il pubblico.

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© radicate

  • Carolyn Christov-Bakargiev, Director of Castello di Rivoli and GAM, Turin, Italy. Connected from Rivoli, July, 23rd 2016 (with Italian subtitles)
  • Artist Miltos Manetas on The Eroticism of Greece’s No, July 2015.
  • Natasha Ginwala, Curator for Contour 8 and Curatorial Advisor for Documenta 14, June 2016.

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